Territorio

Quel territorio a forma di cuneo che si estende verso est alla base della Lombardia e che sembra dare a questa regione, quando la si veda su una cartina geografica, un solido punto d’appoggio, è la provincia mantovana. Circondata da 2 regioni (Veneto ed Emilia Romagna), e da 8 diverse province (2 lombarde, Brescia e Cremona; 2 venete, Rovigo e Verona; e ben 4 emiliane, Ferrara, Modena, Reggio Emilia, Parma), ha saputo fare di questa sua centralità geografica e culturale un irripetibile unicum, dove si sono fuse insieme tradizioni, cultura, prospettive di sviluppo.
Un unicum in cui l’agricoltura che produce cibo per l’uomo ha un posto essenziale.
Per comprenderlo d’un sol colpo, torniamo alla nostra cartina e prendiamo in mano i colori per renderne esplicita la struttura geografica. Colorandola, ci accorgeremo che il pastello più usato è il verde: un po’ di marroncino a segnare il territorio urbanizzato (9%), un po’ di nero per le infrastrutture (2%), l’azzurro per i fiumi e i laghi (3%) e infine il verde. Tanto verde: l’86% di verde. L’85% sarà verde chiaro, il colore dell’agricoltura e l’1% sarà verde scuro, il colore dei boschi.
Terra d’acqua (lì troviamo il Po, l’Oglio, il Secchia e i loro affluenti, un importante sistema di canali artificiali e i laghi che circondano Mantova e che punteggiano qua e là la nostra cartina), la provincia è terra di importante vocazione agricola. Da sempre.
Se infatti oggi il territorio mantovano è destinato a produrre per l’Italia e per l’Europa, nel ’400 era chiamato a essere il “granaio di Venezia” e poi nel 1800, come afferma l’economista Stefano Jacini (1826-1891) “Granaio di Lombardia”. Tradizione ininterrotta, quindi, che nel tempo si è perfezionata e arricchita. E che negli ultimi anni dimostra nella pratica quotidiana la propria sostenibilità. Una sostenibilità ambientale, economica e sociale, che si declina in produzioni importanti, in nuovi modi di essere nel mercato e soprattutto in un costante sforzo di preservazione e miglioramento che riguarda tutti.
Nelle pagine che seguono cercheremo di raccontare questa sostenibilità.
In questo capitolo ne vedremo i numeri e le qualità. Nel capitolo secondo ne leggeremo i principali problemi ancora aperti e le possibili vie di soluzione. Il capitolo terzo sarà riservato alle varie iniziative che la Provincia ha messo in campo per difendere e incrementare la sostenibilità del territorio. Nelle pagine conclusive cercheremo infine di ascoltare le voci dei protagonisti, delle imprese che, in vario modo, interpretano e danno vita alla sostenibilità nella loro pratica quotidiana.
Avvicinandoci ai numeri e agli aspetti qualitativi della sostenibilità di questo territorio, racconteremo i settori più importanti in cui si articola l’agricoltura mantovana, cercando di metterne in luce anche il retrogusto culturale e l’ambiente da cui prendono vita, senza però avere la pretesa di dare un quadro esaustivo della situazione. Anche perché è sempre difficile fotografare una realtà in costante movimento. Si pensi, ad esempio, che la Regione Lombardia sta ristrutturando tutti i propri interventi sulla base della individuazione di sei distretti agricoli, cinque dei quali (distretto della carne suina, del latte e del formaggio, del pomodoro, del vino e del riso) interessano in modo più o meno importante proprio il mantovano. Per cui quello che su cui ragioneremo nelle pagine seguenti sarà più simile a un punto di partenza che a un punto d’arrivo. Il punto di partenza verso una sostenibilità sempre più avanzata.

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